Relazione “Nei colori del giorno” (P.Handke )
DESCRIVERE
Il libro è un continuo descrivere di paesaggi. Descrive come se fosse sicuro che noi andremo a visitare qui luoghi, e dici quello che ci troveremo e quello che è importante cercare.
Certo è che tutte sembrano descrizioni totalmente assente da giudizi di valore. Ma quando l’autore ricorda le cose che sono successe, o quando usa le comparazioni come metodo descrittivo, suscita le emozioni che hanno suggerito l’idea della comparazione, e quindi trasmette il sentimento che il luogo provoca per l’obietto a cui lo compara.
Descrive evocando paesaggi unici , per tutti conosciuti, per farci captare pienamente il senso del luogo, nonché il suo look.
Accuratamente racconta quello che vede e quello che succede, quello che potreste succedere in qualsiasi momento, in modo da spiegare il valore o la funzione del luogo.
IL TEMPO
Il tempo si mantiene sempre sospeso.
Il libro non sembra veramente una successione di viaggi, certamente ne racconta vari e diversi.
Non racconta una successione di avvenimenti, ma il passo da un luogo a altro, da una visione all’altra, semplicemente perchè non è possibile descriverli tutti simultaneamente, perchè non li può mettere tutti nella stessa scena.
Rinuncia a la linearità del tempo, la comprensione è globale facendo si che il sentimento sia globale; niente è prima e neanche dopo, tutto porta a una stessa consapevolezza o conclusione generale nella vita che lo fa essere sé stesso.
OSSERVARE PER CONNETTERE CON SÉ STESSO
Passa da un luogo a un altro, da un tempo all’altro, in un modo apparentemente sconclusionato.
La sua pretesa è spiegare le cose che svegliano nella sua consapevolezza ogni luogo, sia episodi della sua vita familiare, descrizione fatte da un scrittore, dipinti di Cèzanne, personaggi dei sui libri scritti o personaggi di cui vuole scrivere libri futuri ai quali sta ancora pensando. Talvolta lui si trasforma in quei personaggi.
NEI COLORI DEL GIORNO
Pensiamo che il titolo si riferisce alle emozioni che gli vengono suscitate dal paesaggio. La visione di questi paesaggi ha bisogno di luce, questa si trova soltanto nel giorno.
Tutta la sua ricerca si centra durante le ore di luce, osservando a proposito i colori della natura che lo ispirano.
Non pensiamo che il titolo parli del suo magnifico uso di aggettivi qualificativi per i colori, ma è soltanto una nostra opinione.
PARLA DI QUELLO CHE VEDE, MA DESCRIVE QUELLO CHE PERCEPISCE
Quello che lui vede è influenzato da quello che si aspetta di vedere, perchè lui sa che quello deve trovarsi li.
Quello che vede può somigliare a due cose. Una è una sorpresa, poiché non corrisponde a quello che si aspetta. La seconda è una visione comoda di quello che vede e che lui si aspetta di trovare, ma non è veramente la realtà; lui cerca di vedere quello cui è andato a trovare.
GUARDARE PER VEDERE
Come applicazione alla fotografia, possiamo estrarre la sua visione esaustiva del paesaggio, la sua ricerca d’immagini che dicono o muovono determinati sentimenti, la sua ossessiva descrizione dei colori e soprattutto la sua continua successione d’immagini, inizialmente irrelate, che lentamente si trasformano in un unico elemento.
Questo guardare con frenesia per realizzare un scatto, è sempre soggettivo (nel fare una fotografia va escludendo tutte le informazioni che non appariranno nell’immagine) e in conseguenza a quel guardare si concernono per forza tutte le esperienze (passate, future, reali, immaginate) del fotografo. La sua fotografia è la conseguenza del suo pensiero e del suo sentimento, è la sua espressione, è il suo linguaggio.